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Ricordi di Mel all'Eurocampo 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Mel   
Giovedì 21 Ottobre 2010 07:39

Eurocampo 2010 a Colorina

 

L’Eurocampo 2010[1] si è svolto nel Nord Italia. Dalla casa che ci ospitava[2] avevamo una splendida vista sulle Alpi italiane che fanno da confine con la Svizzera. Poiché in passato ho descritto la natura e l’esperienza dell’Eurocampo che ho vissuto nel 2001 e nel 2004[3], questa volta vorrei limitarmi a descrivere le intuizioni che mi ha suscitato.



[1] Una spiegazione di cos’è l’Eurocampo è disponibile sul sito www.blessedsacramentuki.org nello spazio dedicato ai gruppi Eucaristici

[2] Villa dei Tigli www.villatigli.it

[3] Puoi leggere quello che ho scritto sul sito www.en.ssseu.net nelle pagine in inglese dell’Eurocampo

Lunedì

All’Eurocampo quest’anno sono venuto con questo interrogativo: “E’ possibile essere un discepolo di Cristo in un mondo spesso indifferente se non ostile al cristianesimo?”. Ho consapevolezza del crescente impatto del secolarismo sulla vita quotidiana di un cristiano.

Il tema di questa giornata è stato “Ricorda e ringrazia”[1]. Ci siamo fermati per ricordare e ringraziare Dio di tutto quello che ci dona. Devo ammettere che avevo scordato la provvidenza di Dio per me e perciò questo è stato un esercizio spirituale molto efficace che ha messo in moto la mia memoria.

Un passo della lettura dal libro di Neemia (cap. 8,9b-10) mi ha molto colpito:

«Non fate lutto e non piangete!». Perché tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza».

E’ diventato una specie di ritornello per me durante la settimana. La strada può essere scoraggiante ma noi, che siamo consapevoli che Cristo è con noi, dobbiamo essere pieni di gioia.

 

Martedì

Il tema di questa giornata è stato “Ascolta”. Mi ha colpito il passo del Primo libro dei Re (cap. 19, 10c) dove Elia dice: “Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita”, e nel bel mezzo della sua disperazione è portato a cercare Dio nel silenzio, non in eventi drammatici come terremoti o incendi. Mi ha fatto pensare che la cosa più importante nella vita dovrebbe essere stare in silenzio di fronte a Dio.

La nostra catechesi era incentrata sul racconto del miracolo della moltiplicazione dei pani per sfamare la folla di oltre 5.000 persone. In esso ho trovato un’idea-chiave potente (meravigliosa): i cinque pani e i due pesci sono stati sufficienti perché donati con amore. Sono stato colpito da queste parole: “Ci vuole amore, se no ogni scelta, ogni decisione manifesta in fretta il suo limite e la sua inconsistenza… perché troveremo presto sotterfugi e scappatoie per non perderci nulla e mantenere comunque le nostre posizioni e i nostri privilegi”. Ho pensato e riflettuto a lungo su queste parole che, pian piano, ho sintetizzato in tre parole: “Amore è costanza/fedeltà”. Queste parole non erano mai state così chiare per me prima. E’ un concetto di cui fidarmi? E’ questo il senso del vero amore?

Sentivo che fosse un motivo convincente perché un cristiano debba essere costante e fedele.

 

Mercoledì

Abbiamo trascorso questa giornata visitando la Val di Mello, una bella vallata alpina a qualche chilometro da Colorina. Il tema di questa giornata è stato “Guarda il cielo”. Ci siamo fermati in diversi luoghi per riflettere su quello che la creazione ci dice del Creatore. Tutti siamo stati impressionati dalla grandezza e dalla bellezza attorno a noi: l’acqua, le montagne, il sole, le rocce. Di fronte all’immensità di quanto si estendeva di fronte a noi è stato facile sentirci “piccoli” ma le parole della riflessione ci ricordavano “Ciò che è amato da Dio ha un valore incalcolabile”. Di nuovo mi è stata ricordata la fedeltà di Dio-Amore, che conserva queste imponenti montagne da milioni di anni, ci ama, mi ama, costantemente. Abbiamo avuto spunti di riflessione sugli alberi e su cosa simboleggiano per noi. Ad ognuno è stato donato un frammento di cristallo per ricordarci la “trasparenza” e la forza di cui abbiamo bisogno come cristiani! Dobbiamo sviluppare una pelle dura come la corteccia di un albero.

 

Giovedì

Abbiamo affrontato il tema “Scendere” in questa giornata anziché il venerdì a causa del maltempo. Abbiamo letto dal Vangelo di Giovanni (13,1-17) il racconto della lavanda dei piedi ai discepoli, approfondendolo attraverso un’interessante Lectio Divina in gruppi linguistici.

Ancora una volta ho sottolineato le parole “dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine”. Abbiamo molto discusso sulla posizione del maestro e della condizione di servizio. Nell’era della parità è stato difficile comprendere quel tempo in cui la disuguaglianza era un dato di fatto e la norma. Nel gruppo linguistico inglese abbiamo scritto una sintesi della nostra riflessione sulle note di “Amazing Grace” (cfr testo alla fine). Siamo stati tutti molto soddisfatti del risultato!

 

Venerdì

Abbiamo riflettuto sul tema “Purifica cuore e mente”. Era il giorno del deserto e ho scelto di scalare la montagna dietro la casa che ci ospitava. E’ stata una salita impegnativa e mi ha dato il tempo per riflettere sulla storia del figliol prodigo. La parola “dipendente” nel testo mi ha fatto riflettere: sono come un dipendente, il cui cuore non è nel lavoro che fa, o sono coinvolto nell’attività di mio Padre?

Questa giornata mi ha dato l’opportunità di verificare dove nella mia vita non ho messo tutto il mio cuore. Come tratto gli altri? Sono una brava persona, degno di essere al mondo o no?

Salendo la collina mi ha stupito rendermi conto di quanta fatica ci vuole per inerpicarsi di mille metri mentre quando sono seduto su un aereo bastano pochi secondi e ciò mi ha fatto riflettere su quanto ci affidiamo a Dio per fare la salita finale.

 

Sabato

Il nostro tema era “Abitare la storia”. La storia che sapevo di abitare era una moderna e laica società che tende ad abbandonare le sue radici cristiane. Le parole del Vangelo che mi hanno provocato sono state “Anche voi volete andarvene?” (Gv. 6,67). E’ stato come se Gesù dicesse “Molti dei tuoi amici hanno smesso di andare in Chiesa e non mi seguono più: anche tu vuoi andartene?”. Mi ha reso consapevole della bellissima libertà dell’essere un cristiano. Gesù non ci impedisce mai di andarcene se lo vogliamo. Il padre del figliol prodigo non lo ha rincorso pregandolo di tornare. Siamo liberi di andarcene o di tornare.

E’ possibile continuare ad essere felici mentre le persone attorno a noi abbandonano la fede? La mia risposta è stata, senza dubbio, “sì”: essere cristiano è scoprire come amare in libertà e fedeltà. In fondo si tratta di mettere “le tue speranze, i tuoi sogni, la tua famiglia e i tuoi rapporti con gli altri nelle mani di Dio, perché... dipende dalle mani in cui si trovano”.

 

 

Incredibile amore


Amore incredibile, che lavò loro i piedi:

li amò sino alla fine,

si mise l’asciugamano attorno alla vita

e lavò i piedi dei suoi discepoli.

Ma Pietro non capì

il gesto compiuto da Gesù.

Gesù spiegò cosa doveva essere fatto:

rendere concreto l’amore del dono di se stessi.

Mi chiedo cosa significhi ciò,

le parole che Gesù disse:

preferisco essere il “Maestro”

o piuttosto un “umile servitore”?

 

Ci chiede un amore che non sia da meno,

un amore che cambia tutto,

un amore per chi è nel bisogno

che porti ancora innumerevoli benedizioni.

Amore incredibile, che lava i piedi:

ci ama sino alla fine,

il nostro amore per chi non ha amici

rivelerà che siamo Suoi amici.



[1] Testi e foto sono disponibili sul sito www.eurocampo.net



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